La presentazione

[...]Paul si avvicinò ad Elizabeth, che già aveva cominciato ad aprire alcuni cassetti per cercare di sistemarsi: «Di solito delle assunzioni me ne occupo io e, a volte, mio padre; ma so che questa volta è stata un’agenzia a fare il colloquio e così mi piacerebbe parlare un pò con te. Sono curioso, mi piacerebbe sapere come mai tu abbia deciso di partecipare alla selezione e abbia poi accettato di occupare il posto». Elizabeth lo guardò: «Avevo soprattutto bisogno di guadagnare, le mansioni mi sembravano belle e adatte a me», gli rispose; ma dentro di sé sapeva di averlo fatto perchè le piacevano le sfide e questa sarebbe stata una sfida con sé stessa[...]

[...]Elizabeth suonò il campanello e James aprì; era vestito in modo informale, indossava la tuta da ginnastica, quando le aprì la porta lei si trovò di fronte un bellissimo uomo in piena forma e sorridente, un sorriso che conquistava e la invitò ad entrare. Elizabeth si impose di non dimostrare soggezione e, notando che l’uomo le si rivolgeva con un certo distacco, gli disse: «Per una vera collaborazione penso che sia importante creare un rapporto basato sulla fiducia. Credo anche che James sia un nome troppo lungo e che faccia troppo vecchio, preferisco chiamarti J, semplicemente».[...]

[...]Infine Elizabeth gli fece una richiesta: «La prossima volta che ci incontreremo, dopo che ti avrò dettagliato cosa sia accaduto in oreficeria, tu suonerai e io canterò per te. Adoro cantare, mia madre cantava e ho ereditato da lei la voce». «Cosa ti fa pensare che ci potrebbe essere un altro incontro tra noi? Sto ancora valutando se ho fatto la scelta giusta», le disse lui ridendo nel vederla così sicura di sé: «Ancora non ho capito se sei la ragazza giusta per la posizione che stai ricoprendo e stai già pensando ai nostri prossimi incontri?!».  «Sono sicuramente la persona giusta e te ne accorgerai col tempo!». James rise ancora, sguaiatamente[...]

Lascia un Commento